Espressione genica e contenuto proteico delle metallotioneine nel teleosteo antartico Trematomus eulepidotus come risposta all'esposizione a ioni metallici (Cd e Cu)

L’Antartide è il continente situato nell’emisfero australe della Terra, oltre il 60° parallelo di latitudine Sud. Si estende per circa 14 milioni di chilometri quadrati di cui il 99,7% è coperto perennemente da ghiaccio e neve. Data la sua posizione geografica questo continente non presenta fonti di...

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Language:unknown
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Online Access:https://hdl.handle.net/20.500.12608/50466
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Summary:L’Antartide è il continente situato nell’emisfero australe della Terra, oltre il 60° parallelo di latitudine Sud. Si estende per circa 14 milioni di chilometri quadrati di cui il 99,7% è coperto perennemente da ghiaccio e neve. Data la sua posizione geografica questo continente non presenta fonti di inquinamento locale, nonostante ciò, l’aumento delle attività antropiche ha causato anche in questo ecosistema remoto un incremento della presenza di inquinanti. Tra i vari inquinanti di origine antropica, i metalli pesanti sono tra i più pericolosi data la loro elevata persistenza nell’ambiente, e possono indurre tossicità e conseguentemente risposte fisiologiche allo stress negli organismi. Questo studio è stato condotto sulla specie Trematomus eulepidotus che è uno dei pesci endemici dell’Antartide e che ha quindi sviluppato adattamenti specifici per sopravvivere in questo ambiente, come ad esempio l’espressione delle metallotioneine (MT). Quest’ultime sono state il soggetto del presente studio, in particolare è stata analizzata la loro espressione genica e il loro contenuto in determinati organi degli organismi sottoposti a trattamento a Cd e Cu. I risultati ottenuti implementano studi precedentemente realizzati e rappresentano un aumento delle conoscenze sull'evoluzione molecolare e funzionale dei pesci antartici. Costituiscono inoltre una base di partenza per l'utilizzo delle proteine MT come biomarcatori sia dell'esposizione ai metalli considerati, sia dello stress ossidativo, sfruttando la nota funzione antiossidante svolta da queste proteine e si utilizzano i Notothenoidei come organismi bioindicatori nelle campagne di monitoraggio dell'ambiente marino.